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Nuova riforma a sostegno delle PMI, allineamento agli standard europei
Il Governo ucraino ha approvato un disegno di legge volto a stimolare lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese (PMI), introducendo una revisione organica dei criteri di classificazione delle attività economiche e ampliando l’accesso a strumenti di sostegno finanziario, tra cui sovvenzioni, prestiti agevolati e programmi di supporto europei.
Il provvedimento, adottato dal Gabinetto dei Ministri dell’Ucraina, riguarda in particolare la definizione giuridica delle entità commerciali e mira a superare una serie di criticità normative che, fino ad oggi, hanno limitato le possibilità per molte imprese ucraine di accedere ai programmi di finanziamento dell’Unione Europea e di operare più agevolmente nei rapporti con partner internazionali.
La nuova normativa armonizza pienamente i criteri di classificazione delle imprese con quelli previsti dall’Unione Europea, introducendo parametri chiari e aggiornati basati su tre elementi principali: il numero di dipendenti, il fatturato annuo e il valore contabile delle attività. In base alla riforma, sono considerate microimprese quelle con un massimo di 9 dipendenti e un fatturato o attivi fino a 2 milioni di euro; piccole imprese quelle con fino a 49 dipendenti e 10 milioni di euro; medie imprese quelle con fino a 249 dipendenti e un fatturato fino a 50 milioni di euro o attivi fino a 43 milioni di euro.
Secondo quanto riportato dal Ministero dell’Economia ucraino, l’aggiornamento dei criteri consentirà di eliminare barriere amministrative che in passato hanno penalizzato molte imprese, costrette a dimostrare separatamente il proprio status nei rapporti con istituzioni e partner europei. Allo stesso tempo, la riforma introduce meccanismi per prevenire pratiche distorsive, come la frammentazione artificiale delle aziende finalizzata a beneficiare indebitamente delle agevolazioni riservate alle PMI.
Il disegno di legge prevede inoltre che, una volta concluso il periodo di legge marziale, le imprese con una partecipazione statale superiore al 25% non possano mantenere lo status di PMI, garantendo così condizioni di concorrenza più eque e un utilizzo più mirato delle risorse pubbliche.
Per il tessuto imprenditoriale ucraino, la riforma rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento automatico dello status di PMI a livello europeo, con un accesso più diretto ai programmi dell’UE dedicati a finanziamenti, garanzie, innovazione e progetti di esportazione. Secondo le stime ufficiali, l’attuazione della nuova normativa potrebbe determinare un aumento della domanda di programmi di sostegno statale per un valore compreso tra 5 e 20 miliardi di UAH all’anno, favorendo al contempo nuovi investimenti e una maggiore integrazione delle imprese ucraine nei mercati europei.
Nel complesso, la misura si inserisce nel più ampio processo di avvicinamento dell’Ucraina agli standard economici e normativi europei, creando un contesto potenzialmente più favorevole anche per le imprese estere interessate a collaborazioni, partnership o attività sul mercato ucraino
Torino, 3 feabbraio 2026