EURO - 2012. Progetti infrastrutturali
05/02/2010

Importanti progetti infrastrutturali sono pianificati in vista dei Campionati europei di calcio 2012 in Polonia e Ucraina, con ingenti investimenti per costruire alberghi, stadi, aeroporti, stazioni, vie e autostrade. Ne conseguono interessanti opportunita commerciali per le imprese svizzere, soprattutto nel settore della subfornitura. Un evento organizzato dall’Osec a Zurigo presenta il potenziale d’affari ai partecipanti. Il potenziale d’affari in Polonia e in Ucraina per le aziende svizzere rimane alto, anche se importanti progetti per l’ampliamento di stadi e di autostrade in vista dei Campionati europei di calcio 2012 sono gia stati attribuiti con gare d’appalto pubbliche. Numerose porte sono tuttavia ancora aperte alle piccole e medie imprese (PMI): gli investimenti in molti progetti non si limitano solo ai prossimi Europei di calcio, ma si estendono oltre. Infatti, le infrastrutture in determinate regioni, soprattutto in Ucraina, sono carenti. Le opportunita commerciali che si presentano per le PMI svizzere sono pertanto rilevanti, per esempio nell’ambito della realizzazione di alberghi, stadi, aeroporti, stazioni, vie e autostrade. E inoltre richiesta l’attrezzatura di alberghi (sistemi d’allarme, mobilio, impianti sanitari, ascensori, finestre isolanti, ecc.), aeroporti e stazioni, la subfornitura di diversi materiali e numerosi impianti di telecomunicazione. La Polonia prevede investimenti per un importo totale di 25 miliardi di euro in vista degli Europei di calcio, l’Ucraina ne stanzia circa 15 miliardi, destinati da quest’ultima prevalentemente all’edificazione di stadi, aeroporti e alberghi nonche a migliorie lungo 2’000 chilometri di tratti stradali. Entrambi i paesi si attendono un cosiddetto “booster effect”, ossia che i capitali continuino ad affluire anche dopo i Campionati, con effetti benefici per l’infrastruttura turistica. Secondo le stime degli economisti, le somme investite in relazione agli Europei in Polonia porterebbero a una crescita del PIL fino a 1,5% negli anni 2009-2012.

 

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